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Musica da filmSono appena stati assegnati gli Oscar 2017. La La Land ha vinto sette premi tra i quali quelli per la migliore colonna sonora e la migliore canzone. Infinitamente blues, nella puntata del  28 febbraio, propone una serata molto particolare. Si tratta di un "giochino", che ognuno può fare ascoltando la trasmissione. Trasmettiamo infatti canzoni e musiche che caratterizzano film famosissimi. Potete controllare la vostra abilità di cinefili cercando di capire, ascoltanto la musica, di quale pellicola si tratta.
Ovviamente non ci sono né vincitori né premi, solo la soddisfazione di misurarsi con se stessi e di passare un'ora e mezza di sano divertimento.
Come sempre la scaletta è di primordine, condita da aneddoti, storie e commenti.
Buon ascolto.
 
Miles DavisNuova puntata, la nona, della storia del Jazz, raccontata in Black & Blue mercoledì 22 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa.
L'esplosione del bebop mette in luce le straordinarie abilità di improvvisazione di alcuni miti del Jazz, come Dizzie Gillespie e Charlie Parker. Ma, nello stesso tempo, quella musica così strana e diversa dalle melodie ballabili di un tempo non piace a molti ascoltatori e, soprattutto, ai gestori delle sale da ballo, che diminuiscono di numero e piano piano si svuotano. Gli stessi boppers si rendono conto che qualcosa deve essere cambiato. Emergono così le grandi cantanti, da Ella Fitzgerald a Sarah Vaughan, e cresce una campagna contro i boppers, condotta da riviste, stazioni radio, impresari, che cercano di riportare in scena "vecchi" jazzisti come Kid Ory o Bunk Johnson.
Piano piano anche il bebop si trasforma, in un genere più raffinato, intellettuale, sicuramente complicato, il Cool Jazz. E' il pianista italo-americano Lennie Tristano a dare il via alla trasformazione. Il cool jazz (cool, freddo, è solo un nome, ma non significa affatto che la musica sia distaccata o arida) conta tra i suoi seguaci grandi nomi come Lee Konitz, Dave Brubeck e Paul Desmond, ai quali si deve la celeberrima "Take five", Woody Herman e la tromba inimitabile di Miles Davis.
 
San ValentinoAnche "Infinitamente blues" si adegua alla serata di San Valentino e propone, nella puntata del 14 febbraio, una scaletta di quelle che più romantiche e dolci non si può. Una ventata di zucchero sparso sugli ascoltatori. Dalle grandi storie d'amore, come quella di Yoko e John Lennon, a cantanti straordinari (ai quali, del resto, pensiamo di avervi abituato) come Elvis Presley, Dire Straits, Whitney Houston, alle coppie più brave del mondo rappresentate dalle voci straordinarie di Carly Simon e James Taylor. In questa serata grande spazio alle canzoni italiane che hanno fatto sognare molte generazioni: Gino Paoli e Ornella Vanoni, la donna cannone di De Gregori, il duetto Mina-Celentano, la "nostra" Patty Pravo, per chiudere con una nota amara dalla voce fantastica di Amy Winehouse.
Ah sì ... la sigla è di Dean Martin: come poteva essere diversamente? Perché ... That's amore!
Buon ascolto.
 
Charlie Parker e Dizzie Gillespie Nuova puntata, la ottava, della storia del Jazz, raccontata in Black & Blue mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa. Dopo la guerra, mentre in Italia si festeggia la fine di un incubo, tornando a ballare al nuovo ritmo dello swing, cui si adeguano anche molte orchestre e cantanti nostrani, negli States l'evoluzione continua e si affaccia il Be-bop, che punta tutto sulla improvvisazione e soprattutto sulle esibizioni dei solisti. In questo modo la musica, nata per ballare e divertirsi, si trasforma in musica da ascoltare e basta. Dizzie Gillespie e Charlie Parker sono i grandi esecutori del Bop, poi arriva anche Miles Davis. La loro tecnica è straordinaria, ma la gente si lamenta di questa nuova moda; se ne lamentano anche i gestori delle sale da ballo e dei cabaret. Alla fine gli stessi bopper si rendono conto che occorre cambiare qualcosa. Ma questa è un'altra storia, che potremo ascoltare nella successiva puntata di Black & Blue.
 
I grandi riffSerata dedicata interamente ai riff, vale a dire a quelle frasi musicali ripetute che spesso caratterizzano fin da subito una composizione. Probabilmente il termine deriva da “refrain” ed è tipico di tutti i generi musicali, dalla musica classica (pensate ad esempio al bolero di Ravel) al jazz, al rock, dove la protagonista è quasi sempre la chitarra.
Si tratta, insomma, di quelle canzoni che riconosci fin dalle prime note. Sono moltissime: abbiamo scelto quelle che piacciono di più a noi, e speriamo sia lo stesso per voi.
Se cercate “riff” nei testi sacri della musica, viene fatto un esempio da tutti: il brano dei Deep Purple, “Smoke on the water”, ma la scaletta è straordinariamente ricca di grandi personaggi: Rolling Stones e Beatles, Eric Clapton e Alice Cooper, Iron Butterfly e AC/DC, i Van Halen e Roy Orbison e tanti altri ancora.
Buon ascolto.
 
Glenn MillerMercoledì 25 gennaio 2017 alle ore 20,20, Black & Blue ha presentato la settima puntata di questa breve storia del Jazz. Mentre l'orchestra di Benny Goodman cattura l'attenzione del grande pubblico con il magistrale concerto alla Carnegie Hall nel 1938, in Europa la situazione eveolve sempre più rapidamente verso una guerra lunga, sanguinosa e assurda. Quando a Pearl Harbor i giapponesi lasciano sul terreno 2500 morti americani, anche gli Stati Uniti muovono le loro truppe. E' in questa occasione che molte star del Jazz con le loro orchestre seguono i soldati per portare loro conforto con le proprie esibizioni. L'orchestra di Glenn Miller è tra le più attive, finché l'aereo del geniale bandleader non precipita nella Manica per cause sconosciute. (...)

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Habaka KayMartedì 17 gennaio una puntata davvero straordinaria di Infinitamente blues a Radio Cooperativa. In studio una grande cantante statunitense, Habaka Kay Foster Jackson, e i suoi bravissimi musicisti Fabio Betto (chitarre), Franceso Mazilli (basso) e Loris Veronesi (percussioni). Oltre a raccontare una storia densa di incontri straordinari (avendo passato l'infanzia praticamente sulle ginocchia del grande B. B. King) abbiamo ascoltato le sue performance in vari generi musicali, dal jazz al gospel (il suo primo grande amore) e, ovviamente, al blues. Un paio di brani eseguiti dal vivo in studio sono da brividi.
Alla sua fantastica bravura musicale va aggiunta una simpatia straripante, che ha fatto sì che quell'ora e mezza sembrasse durare solo pochi minuti.
Grazie Habaka e grazie agli Shakeblues!!!
Buon ascolto.
 
Benny GoodmanContinua la cavalcata di Black & Blue attraverso la storia del Jazz. La sesta puntataè così ricca di bella musica che non si sa da dove cominciare.
Il periodo è quello seguente alla grande depressione del 1929, quando la gente ritrova la voglia e anche i denari per ricominciare a divertirsi, ad uscire la sera, ad andare a ballare. E, ovviamente, a comprare i dischi.
Così succedono due cose importanti. (...)

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1967Prima puntata del 2017 e, come d'abitudine, torniamo indietro di 50 anni per rivistare l'anno 1967 da un punto di vista musicale. E' un anno importante: i fermenti giovanili, la guerra in Vietnam, la lotta per spedire uomini nello spazio che porta i primi morti, la guerra dei 6 giorni, i colonnelli in Grecia, l'uccisione del Che.
E' un anno formidabile per la musica. Escono i primi lavori dei Pink Floyd e uno degli ultimi dei Beatles (Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band); i Doors incantano con canzoni immortali come The End, dei Rolling Stones basta ricordare Ruby Tuesday e Lady Jane. E poi l'esordio americano di Jimi Hendrix al festival di Monterey, quello in cui, alla fine dell'esibizione, da fuoco alla sua chitarra. Nasce qui il movimento hippy e la summer of love. Purtroppo esce di scena il re del soul, Otis Redding.
Il nostro Adriano, nel 1967, compie dieci anni: oggi è il suo compleanno: auguri e lo ascoltiamo in un vecchio brano di Willie Dixon. Buon ascolto.

 

 
Billie Holiday La quinta puntata di Black & Blue comincia con la crisi del '29 e le difficoltà per granp arte della popolazione, soprattutto quella nera, di sopravvivere. In questo clima è chiaro che il divertimento (la musica il ballo, ma anche l'acquisto di dischi) diventa l'ultimo dei pensieri. Il mercato discografico crolla, il blues sparisce di scena, assieme alle grandi cantanti che si esibivano nei teatri, ora diventati cinema.
Il Jazz bene o male se la cava. Restano alcune grandi orchestre nelle sale da ballo per i ricchi newyorkesi. Resta il jazz a Kansas City, ultima roccaforte dei gangster. (...)

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Christmas bluesAnche a Infinitamente blues si festeggia il Natale. Puntata dunque ricca di canzoni natalizie. Oddio ... "natalizie" è un termine forse non del tutto pertinente, perché non dovete aspettarvi canti gregoriani o le solite canzoni natalizie che si sentono ovunque in questi giorni. Abbiamo cercato di costruire una scaletta con brani un tantino controcorrente, un po’ particolari, pescando nei cassetti dove custodiamo i nostri dischi blues, jazz e rock. E così avremo il Santa Claus della porta posteriore interpretato da B. B. King o quello che bacia la mamma sotto il vischio, regalatoci dalla voce di Amy Winehouse e ancora un Natale amaro per i reduci dal fronte (Ry Cooder) e quello dedicato ai cowblys (John Denver) e tante altre canzoni meravigliose con interpreti "di lusso" da Fats Waller a Louis Armstrong, da Bob Dylan a James Brown. Non manca neppure il rock duro degli Iron Maiden, Guns n'Roses, Lynyrd Skynyrd e poi altri grandi cantanti ancora. Buon ascolto.
 
Cotton Club La quarta puntata di "Black & Blue (breve storia del jazz)" ci vede ancora a New York negli anni '20. Qui incontriamo personaggi importanti come Sidney Bechet, Bix Beiderbecke, i fratelli Dorsey, gli italianissimi Joe Venuti e Eddie Lang. I loro strumenti, violino e chitarra, sono impareggiabili ed unici per l'epoca. Le black review sono di gran moda e si spostano anche in Europa creando, a Parigi, il mito di Josephine Baker. Cominciano a splendere le stelle di Duke Ellington, Cab Calloway, che si esibiscono al Cotton Club il ritrovo più caro, scic e razzista d'America. E' qui che nasce la "Jungle music" che accompagna scene di neri immersi nella giungla selvaggia o schiavi nelle piantagioni del Sud. Tutti gli avventori sono bianchi, tutti gli artisti sono neri.
Nascono in questo periodo canzoni che fanno parte della storia del genere come Stardust o Stormy weather. Poi, alla fine di ottobre del 1929, tutto viene travolto dal crollo della borsa. Incomincia il periodo più terribile per gli statunitensi. (...)

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DylanQuesta è la seconda trasmissione sui testi di Bob Dylan, a pochi giorni dalla consegna del Nobel per la letteratura al "menestrello" di Duluth. Il periodo che prendiamo in esame va dalla metà degli anni '70 fino ai giorni nostri. Abbiamo escluso il cosiddetto "periodo religioso" dei primi anni '80, perché sono quelli decisamente meno significativi della sua discografia. I testi appaiono subito diversi da quelli molto politicizzati della prima parte di questa trasmissione e anche le sonorità sono diverse, con un importante ritorno alla sua "casa", il blues. Speriamo, con queste due proposte, di aver incuriosito chi conosce Dylan, ma "tanto non capisco i testi". Ci sono ottimi libri che li propongono e anche alcuni siti internet. Noi pensiamo che lui sia un grande in tutti i sensi e che sia davvero responsabile di aver cambiato non solo la musica, ma anche il modo di pensare di diverse generazioni di ragazzi e ragazze. Far pensare, indurre a comportamenti, rappresentare il cambiamento non è per tutti, specie in un mondo nel quale sembrano vincere la banalità, il pressapochismo, l'"usa e getta" anche in campo musicale.
Buon ascolto.
 
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