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Voci del JazzAbbiamo terminato la nostra corsa attraverso gli anni che dalla fine dell’800 ci hanno portato ai giorni nostri, inseguendo gli stili, i protagonisti, le mode di quell’universo musicale così affascinante che è il Jazz. Si è trattato di una storia, che potremmo definire per sommi capi e che, ne siamo consapevoli, ha lasciato indietro momenti importanti di questo genere musicale.
Per questo vogliamo proporvi ancora qualche riflessione che porti quegli argomenti in primo piano, per faci perdonare delle dimenticanze.
Questa puntata è dedicata alle voci del jazz. Le abbiamo prese qua e là, alla rinfusa. Unico tratto comune è che sono splendide.
Non stupitevi se mancano alcuni degli splendidi interpreti del genere: sono quelli che abbiamo ascoltatro nel corso delle puntate di questa trasmissione. Con questa puntata vogliamo far capire che anche cantanti ufficialmente appartenenti a generi differenti, non hanno saputo rimanere lontani dalle melodie dei Jazz. Poi ci sono i, per così dire, professionisti, alcuni conosciutissimi, altri meno, ma tutti meravigliosi.
Una puntata sognante, con canzoni da gustare nota per nota. 

Buon ascolto.
 
Keith Jarrett Infinitamente Blues dedica questa puntata dell'11 aprile 2017, ai pianisti, scelti tra i vari generi musicali dal pop al rock, dal blues al jazz. Abbiamo modo di incontrare personaggi molto diversi l'uno dall'altro, dal "vecchio" jazzista di New Orleans Jelly Roll Morton all'iniziatore del cool jazz, Lennie Tristano, al progressive rock di Keith Emerson, Rick Wakeman e Il Banco. Inseriti nella scaletta anche autori non abituali per questa trasmissione, cone Ryuichi Sakamoto e David Sylvian con la loro New age di ispirazione tradizionale giapponese. Non mancano i bluesmen come Otis Spann, Memphis Smith, Pinetop Perkins e artisti universali come Joni Mitchell, Elton John e Diana Krall.
Buon ascolto.
 
FusionLa dodicesima puntata di Black and Blue (breve storia del jazz) racconta quello che accade al jazz, quando, negli anni '60, il sopravvento musicale è preso dal rock che comunica messaggi chiari e forti in un periodo socialmente molto difficile. Gli ascoltatori non hanno più voglia di seguire le evoluzioni sempre più astruse dei jazzisti e non comprano più i loro dischi. La scelta delle case discografiche in questa situazione non fa che peggiorare la situazione.
Così non resta che adeguarsi, affiancando al rock il jazz. Nasce così un nuovo genere, il rock-jazz, che fonde le caratteristiche dei due generi. Per questo si parla anche di fusion. La pietra miliare di questa corrente è un disco doppio di Miles Davis, Bitches Brew, del 1970, che sarà imitato da tutti gli artisti seguenti. Tra i tanti possiamo ricordare Frank Zappa e il fondatore dei Weather Report, Wayne Shorter.
In mezzo a tutta questa ricerca di sonorità alternative, emerge la tromba magica di Winton Marsalis, che spara a zero sul jazz d'avanguardia, compresi alcuni mostri sacri come Miles Davis e Chet Baker, cosa che non lo rende certo popolare e simpatico presso i colleghi e i critici. Marsalis recupera melodie che sembravano perdute e che fanno l'occhiolino a stili ormai sepolti come il dixieland della vecchia New Orleans.
La fusione di più stili si moltiplica e nasce il soul-jazz, l'house-jazz, il pop-jazz e così via. Tra i sottogeneri più diffusi anche lo smooth jazz, un modo piuttosto mieloso e romantico di suonare arie rassicuranti e distensive, che trova grandi interpreti in Gato Barbieri, Boney James e, soprattutto, Kenny G. Tra i grandi successi di questo filone ci sono anche le canzoni pop più in voga, rilette e trasformate in chiave smooth. Quelle più gettonate sono i brani dei Beatles, di cui ascoltiamo un esempio con una versione al sassofono di Yesterday.
Buon ascolto.
 
Free jazzL'undicesima puntata di Black & Blue esplora gli anni '60. Si tratta di un periodo nel quale l'intera società subisce profonde trasformazioni. Negli Stati Uniti, e poi in Europa,  i giovani vogliono avere più spazio e più libertà; vogliono smarcarsi dalla monotona vita piena di regole spesso assurde dei loro genitori. Sono spinti da rivendicazioni forti: il rifiuto di guerre che non capiscono, le battaglie per l'integrazione dei popoli senza distinzione di razza. Nelle Università, nelle piazze, si respira la voglia di aggregazione. La musica non può non esserne influenzata. Anche il Jazz cambia ancora una volta, grazie al lavoro di un trombettista nero texano, Ornette Coleman, cjhe apre la strada al Free Jazz, una esaltazione della libertà di suonare, di lasciare agli interpreti la libertà di fare quello che vogliono. I risultati sono contraddittori e agli amanti della musica con tutte le note a posto, la musica che si appoggia su melodie sensate, quel "rumore" proprio non piace. Gli artisti free se ne vanno in Nord Europa a portare, assieme alle loro musiche le storie di segregazione, di un becero razzismo molto lontano dall'essere vinto soprattutto nel Sud degli States.
Poi cambia tutto, un'altra volta ... e non sarà l'ultima in questa decade. (... continua)

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BBKing & friends Infinitamente Blues torna alle origini della trasmissione, dedicando il suo spazio al blues, anzi ad uno dei grandi padri del blues, il re, B. B. King.
Nel maggio di due anni fa, quando il grande bluesman è scomparso a 89 anni, avevamo raccontato la sua storia di uomo e di artista.
In questa puntata, invece, vogliamo osservare B.B. King da un altro punto di vista, quello delle sue moltissime apparizioni assieme ad altri colleghi. Quelle dal vivo, nei concerti, non si contano ed è perfino difficile elencarle, e poi ci sono alcuni album, come Deuces Wild del 1997, Riding with the King del 2000 con Eric Clapton e il più recente “B.B. King & Friends: 80” del 2005, che raccolgono il meglio di queste occasioni. La scaletta pertanto si potrebbe chiamare “Gli amici del re”. Potete ascoltare i duetti con Mick Jagger, Willie Nelson, Dionne Warwick, Elton John, Dr John, Buddy Guy, Billy Gibbons e molti altri. Certo che qualcuno degli amici non è riuscito ad entrare nell’ora e mezza del programma. La scelta, come sempre, è arbitraria e opinabile. A noi piace, speriamo piaccia anche a voi.
Buon ascolto.
 
Thelonious MonkDecima puntata di Black&Blue, mercoledì 8 marzo alle 20,20. Siamo negli anni '50 e il Jazz esplora forme nuove a partire dall'esplosione del Cool Jazz, cui danno voce, oltre a  Miles Davis, geniali interpreti come Gerry Mulligan e Chet Baker. Le "contaminazioni" della musica classica (addirittura del barocco) con John Lewis si affiancano al nuovo hard bebop, più duro di quello di Bird e Gillespie, cui da voce Clifford Brown. E poi ci sono altri nomi che nell'evoluzione del Jazz non possono che avere un posto di primissimo piano, come Thelonious Monk, Max Roach, John Coltrane e Charles Mingus. Mentre si avvicina il 1960, ecco apparire Ornette Coleman con il suo Free Jazz, ma questa è un'altra storia, che racconteremo nella prossima puntata, la undicesima, di Black&Blue.
Buon ascolto.
 
Musica da filmSono appena stati assegnati gli Oscar 2017. La La Land ha vinto sette premi tra i quali quelli per la migliore colonna sonora e la migliore canzone. Infinitamente blues, nella puntata del  28 febbraio, propone una serata molto particolare. Si tratta di un "giochino", che ognuno può fare ascoltando la trasmissione. Trasmettiamo infatti canzoni e musiche che caratterizzano film famosissimi. Potete controllare la vostra abilità di cinefili cercando di capire, ascoltanto la musica, di quale pellicola si tratta.
Ovviamente non ci sono né vincitori né premi, solo la soddisfazione di misurarsi con se stessi e di passare un'ora e mezza di sano divertimento.
Come sempre la scaletta è di primordine, condita da aneddoti, storie e commenti.
Buon ascolto.
 
Miles DavisNuova puntata, la nona, della storia del Jazz, raccontata in Black & Blue mercoledì 22 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa.
L'esplosione del bebop mette in luce le straordinarie abilità di improvvisazione di alcuni miti del Jazz, come Dizzie Gillespie e Charlie Parker. Ma, nello stesso tempo, quella musica così strana e diversa dalle melodie ballabili di un tempo non piace a molti ascoltatori e, soprattutto, ai gestori delle sale da ballo, che diminuiscono di numero e piano piano si svuotano. Gli stessi boppers si rendono conto che qualcosa deve essere cambiato. Emergono così le grandi cantanti, da Ella Fitzgerald a Sarah Vaughan, e cresce una campagna contro i boppers, condotta da riviste, stazioni radio, impresari, che cercano di riportare in scena "vecchi" jazzisti come Kid Ory o Bunk Johnson.
Piano piano anche il bebop si trasforma, in un genere più raffinato, intellettuale, sicuramente complicato, il Cool Jazz. E' il pianista italo-americano Lennie Tristano a dare il via alla trasformazione. Il cool jazz (cool, freddo, è solo un nome, ma non significa affatto che la musica sia distaccata o arida) conta tra i suoi seguaci grandi nomi come Lee Konitz, Dave Brubeck e Paul Desmond, ai quali si deve la celeberrima "Take five", Woody Herman e la tromba inimitabile di Miles Davis.
 
San ValentinoAnche "Infinitamente blues" si adegua alla serata di San Valentino e propone, nella puntata del 14 febbraio, una scaletta di quelle che più romantiche e dolci non si può. Una ventata di zucchero sparso sugli ascoltatori. Dalle grandi storie d'amore, come quella di Yoko e John Lennon, a cantanti straordinari (ai quali, del resto, pensiamo di avervi abituato) come Elvis Presley, Dire Straits, Whitney Houston, alle coppie più brave del mondo rappresentate dalle voci straordinarie di Carly Simon e James Taylor. In questa serata grande spazio alle canzoni italiane che hanno fatto sognare molte generazioni: Gino Paoli e Ornella Vanoni, la donna cannone di De Gregori, il duetto Mina-Celentano, la "nostra" Patty Pravo, per chiudere con una nota amara dalla voce fantastica di Amy Winehouse.
Ah sì ... la sigla è di Dean Martin: come poteva essere diversamente? Perché ... That's amore!
Buon ascolto.
 
Charlie Parker e Dizzie Gillespie Nuova puntata, la ottava, della storia del Jazz, raccontata in Black & Blue mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa. Dopo la guerra, mentre in Italia si festeggia la fine di un incubo, tornando a ballare al nuovo ritmo dello swing, cui si adeguano anche molte orchestre e cantanti nostrani, negli States l'evoluzione continua e si affaccia il Be-bop, che punta tutto sulla improvvisazione e soprattutto sulle esibizioni dei solisti. In questo modo la musica, nata per ballare e divertirsi, si trasforma in musica da ascoltare e basta. Dizzie Gillespie e Charlie Parker sono i grandi esecutori del Bop, poi arriva anche Miles Davis. La loro tecnica è straordinaria, ma la gente si lamenta di questa nuova moda; se ne lamentano anche i gestori delle sale da ballo e dei cabaret. Alla fine gli stessi bopper si rendono conto che occorre cambiare qualcosa. Ma questa è un'altra storia, che potremo ascoltare nella successiva puntata di Black & Blue.
 
I grandi riffSerata dedicata interamente ai riff, vale a dire a quelle frasi musicali ripetute che spesso caratterizzano fin da subito una composizione. Probabilmente il termine deriva da “refrain” ed è tipico di tutti i generi musicali, dalla musica classica (pensate ad esempio al bolero di Ravel) al jazz, al rock, dove la protagonista è quasi sempre la chitarra.
Si tratta, insomma, di quelle canzoni che riconosci fin dalle prime note. Sono moltissime: abbiamo scelto quelle che piacciono di più a noi, e speriamo sia lo stesso per voi.
Se cercate “riff” nei testi sacri della musica, viene fatto un esempio da tutti: il brano dei Deep Purple, “Smoke on the water”, ma la scaletta è straordinariamente ricca di grandi personaggi: Rolling Stones e Beatles, Eric Clapton e Alice Cooper, Iron Butterfly e AC/DC, i Van Halen e Roy Orbison e tanti altri ancora.
Buon ascolto.
 
Glenn MillerMercoledì 25 gennaio 2017 alle ore 20,20, Black & Blue ha presentato la settima puntata di questa breve storia del Jazz. Mentre l'orchestra di Benny Goodman cattura l'attenzione del grande pubblico con il magistrale concerto alla Carnegie Hall nel 1938, in Europa la situazione eveolve sempre più rapidamente verso una guerra lunga, sanguinosa e assurda. Quando a Pearl Harbor i giapponesi lasciano sul terreno 2500 morti americani, anche gli Stati Uniti muovono le loro truppe. E' in questa occasione che molte star del Jazz con le loro orchestre seguono i soldati per portare loro conforto con le proprie esibizioni. L'orchestra di Glenn Miller è tra le più attive, finché l'aereo del geniale bandleader non precipita nella Manica per cause sconosciute. (...)

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Habaka KayMartedì 17 gennaio una puntata davvero straordinaria di Infinitamente blues a Radio Cooperativa. In studio una grande cantante statunitense, Habaka Kay Foster Jackson, e i suoi bravissimi musicisti Fabio Betto (chitarre), Franceso Mazilli (basso) e Loris Veronesi (percussioni). Oltre a raccontare una storia densa di incontri straordinari (avendo passato l'infanzia praticamente sulle ginocchia del grande B. B. King) abbiamo ascoltato le sue performance in vari generi musicali, dal jazz al gospel (il suo primo grande amore) e, ovviamente, al blues. Un paio di brani eseguiti dal vivo in studio sono da brividi.
Alla sua fantastica bravura musicale va aggiunta una simpatia straripante, che ha fatto sì che quell'ora e mezza sembrasse durare solo pochi minuti.
Grazie Habaka e grazie agli Shakeblues!!!
Buon ascolto.
 
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