I nostri eventi
Eventi
Amici ...

Libri Vari


Immobiliare Dell'Uomo
Viaggio a New York
New York
Charlie Parker e Dizzie Gillespie Nuova puntata, la ottava, della storia del Jazz, raccontata in Black & Blue mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa. Dopo la guerra, mentre in Italia si festeggia la fine di un incubo, tornando a ballare al nuovo ritmo dello swing, cui si adeguano anche molte orchestre e cantanti nostrani, negli States l'evoluzione continua e si affaccia il Be-bop, che punta tutto sulla improvvisazione e soprattutto sulle esibizioni dei solisti. In questo modo la musica, nata per ballare e divertirsi, si trasforma in musica da ascoltare e basta. Dizzie Gillespie e Charlie Parker sono i grandi esecutori del Bop, poi arriva anche Miles Davis. La loro tecnica è straordinaria, ma la gente si lamenta di questa nuova moda; se ne lamentano anche i gestori delle sale da ballo e dei cabaret. Alla fine gli stessi bopper si rendono conto che occorre cambiare qualcosa. Ma questa è un'altra storia, che potremo ascoltare nella successiva puntata di Black & Blue.
 
I grandi riffSerata dedicata interamente ai riff, vale a dire a quelle frasi musicali ripetute che spesso caratterizzano fin da subito una composizione. Probabilmente il termine deriva da “refrain” ed è tipico di tutti i generi musicali, dalla musica classica (pensate ad esempio al bolero di Ravel) al jazz, al rock, dove la protagonista è quasi sempre la chitarra.
Si tratta, insomma, di quelle canzoni che riconosci fin dalle prime note. Sono moltissime: abbiamo scelto quelle che piacciono di più a noi, e speriamo sia lo stesso per voi.
Se cercate “riff” nei testi sacri della musica, viene fatto un esempio da tutti: il brano dei Deep Purple, “Smoke on the water”, ma la scaletta è straordinariamente ricca di grandi personaggi: Rolling Stones e Beatles, Eric Clapton e Alice Cooper, Iron Butterfly e AC/DC, i Van Halen e Roy Orbison e tanti altri ancora.
Buon ascolto.
 
Glenn MillerMercoledì 25 gennaio 2017 alle ore 20,20, Black & Blue ha presentato la settima puntata di questa breve storia del Jazz. Mentre l'orchestra di Benny Goodman cattura l'attenzione del grande pubblico con il magistrale concerto alla Carnegie Hall nel 1938, in Europa la situazione eveolve sempre più rapidamente verso una guerra lunga, sanguinosa e assurda. Quando a Pearl Harbor i giapponesi lasciano sul terreno 2500 morti americani, anche gli Stati Uniti muovono le loro truppe. E' in questa occasione che molte star del Jazz con le loro orchestre seguono i soldati per portare loro conforto con le proprie esibizioni. L'orchestra di Glenn Miller è tra le più attive, finché l'aereo del geniale bandleader non precipita nella Manica per cause sconosciute. (...)

Leggi tutto...

 
Habaka KayMartedì 17 gennaio una puntata davvero straordinaria di Infinitamente blues a Radio Cooperativa. In studio una grande cantante statunitense, Habaka Kay Foster Jackson, e i suoi bravissimi musicisti Fabio Betto (chitarre), Franceso Mazilli (basso) e Loris Veronesi (percussioni). Oltre a raccontare una storia densa di incontri straordinari (avendo passato l'infanzia praticamente sulle ginocchia del grande B. B. King) abbiamo ascoltato le sue performance in vari generi musicali, dal jazz al gospel (il suo primo grande amore) e, ovviamente, al blues. Un paio di brani eseguiti dal vivo in studio sono da brividi.
Alla sua fantastica bravura musicale va aggiunta una simpatia straripante, che ha fatto sì che quell'ora e mezza sembrasse durare solo pochi minuti.
Grazie Habaka e grazie agli Shakeblues!!!
Buon ascolto.
 
Benny GoodmanContinua la cavalcata di Black & Blue attraverso la storia del Jazz. La sesta puntataè così ricca di bella musica che non si sa da dove cominciare.
Il periodo è quello seguente alla grande depressione del 1929, quando la gente ritrova la voglia e anche i denari per ricominciare a divertirsi, ad uscire la sera, ad andare a ballare. E, ovviamente, a comprare i dischi.
Così succedono due cose importanti. (...)

Leggi tutto...

 
1967Prima puntata del 2017 e, come d'abitudine, torniamo indietro di 50 anni per rivistare l'anno 1967 da un punto di vista musicale. E' un anno importante: i fermenti giovanili, la guerra in Vietnam, la lotta per spedire uomini nello spazio che porta i primi morti, la guerra dei 6 giorni, i colonnelli in Grecia, l'uccisione del Che.
E' un anno formidabile per la musica. Escono i primi lavori dei Pink Floyd e uno degli ultimi dei Beatles (Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band); i Doors incantano con canzoni immortali come The End, dei Rolling Stones basta ricordare Ruby Tuesday e Lady Jane. E poi l'esordio americano di Jimi Hendrix al festival di Monterey, quello in cui, alla fine dell'esibizione, da fuoco alla sua chitarra. Nasce qui il movimento hippy e la summer of love. Purtroppo esce di scena il re del soul, Otis Redding.
Il nostro Adriano, nel 1967, compie dieci anni: oggi è il suo compleanno: auguri e lo ascoltiamo in un vecchio brano di Willie Dixon. Buon ascolto.

 

 
Billie Holiday La quinta puntata di Black & Blue comincia con la crisi del '29 e le difficoltà per granp arte della popolazione, soprattutto quella nera, di sopravvivere. In questo clima è chiaro che il divertimento (la musica il ballo, ma anche l'acquisto di dischi) diventa l'ultimo dei pensieri. Il mercato discografico crolla, il blues sparisce di scena, assieme alle grandi cantanti che si esibivano nei teatri, ora diventati cinema.
Il Jazz bene o male se la cava. Restano alcune grandi orchestre nelle sale da ballo per i ricchi newyorkesi. Resta il jazz a Kansas City, ultima roccaforte dei gangster. (...)

Leggi tutto...

 
Christmas bluesAnche a Infinitamente blues si festeggia il Natale. Puntata dunque ricca di canzoni natalizie. Oddio ... "natalizie" è un termine forse non del tutto pertinente, perché non dovete aspettarvi canti gregoriani o le solite canzoni natalizie che si sentono ovunque in questi giorni. Abbiamo cercato di costruire una scaletta con brani un tantino controcorrente, un po’ particolari, pescando nei cassetti dove custodiamo i nostri dischi blues, jazz e rock. E così avremo il Santa Claus della porta posteriore interpretato da B. B. King o quello che bacia la mamma sotto il vischio, regalatoci dalla voce di Amy Winehouse e ancora un Natale amaro per i reduci dal fronte (Ry Cooder) e quello dedicato ai cowblys (John Denver) e tante altre canzoni meravigliose con interpreti "di lusso" da Fats Waller a Louis Armstrong, da Bob Dylan a James Brown. Non manca neppure il rock duro degli Iron Maiden, Guns n'Roses, Lynyrd Skynyrd e poi altri grandi cantanti ancora. Buon ascolto.
 
Cotton Club La quarta puntata di "Black & Blue (breve storia del jazz)" ci vede ancora a New York negli anni '20. Qui incontriamo personaggi importanti come Sidney Bechet, Bix Beiderbecke, i fratelli Dorsey, gli italianissimi Joe Venuti e Eddie Lang. I loro strumenti, violino e chitarra, sono impareggiabili ed unici per l'epoca. Le black review sono di gran moda e si spostano anche in Europa creando, a Parigi, il mito di Josephine Baker. Cominciano a splendere le stelle di Duke Ellington, Cab Calloway, che si esibiscono al Cotton Club il ritrovo più caro, scic e razzista d'America. E' qui che nasce la "Jungle music" che accompagna scene di neri immersi nella giungla selvaggia o schiavi nelle piantagioni del Sud. Tutti gli avventori sono bianchi, tutti gli artisti sono neri.
Nascono in questo periodo canzoni che fanno parte della storia del genere come Stardust o Stormy weather. Poi, alla fine di ottobre del 1929, tutto viene travolto dal crollo della borsa. Incomincia il periodo più terribile per gli statunitensi. (...)

Leggi tutto...

 
DylanQuesta è la seconda trasmissione sui testi di Bob Dylan, a pochi giorni dalla consegna del Nobel per la letteratura al "menestrello" di Duluth. Il periodo che prendiamo in esame va dalla metà degli anni '70 fino ai giorni nostri. Abbiamo escluso il cosiddetto "periodo religioso" dei primi anni '80, perché sono quelli decisamente meno significativi della sua discografia. I testi appaiono subito diversi da quelli molto politicizzati della prima parte di questa trasmissione e anche le sonorità sono diverse, con un importante ritorno alla sua "casa", il blues. Speriamo, con queste due proposte, di aver incuriosito chi conosce Dylan, ma "tanto non capisco i testi". Ci sono ottimi libri che li propongono e anche alcuni siti internet. Noi pensiamo che lui sia un grande in tutti i sensi e che sia davvero responsabile di aver cambiato non solo la musica, ma anche il modo di pensare di diverse generazioni di ragazzi e ragazze. Far pensare, indurre a comportamenti, rappresentare il cambiamento non è per tutti, specie in un mondo nel quale sembrano vincere la banalità, il pressapochismo, l'"usa e getta" anche in campo musicale.
Buon ascolto.
 
DylanVi presentiamo due serate davvero speciali a "Infinitamente Blues", perché festeggiamo un evento che abbiamo auspicato da sempre, l’assegnazione del Nobel a Bob Dylan. Non ci importa molto delle discussioni se quella di un musicista sia o no vera letteratura, ci interessa sottolineare la levatura dell’uomo, la sua enorme influenza nei generi musicali che ha attraversato, la sua presenza simbolo nelle lotte per i diritti civili e contro la guerra. Ascoltare le sue canzoni senza capirne il testo è limitativo. Per questo vogliamo accompagnare buona parte della musicain scaletta con la traduzione dei testi in italiano. Siamo convinti che dopo aver ascoltato le poesie di Bob Dylan, con la forza e l'irruenza del combattente per un mondo migliore, o con la dolcezza dei versi amorevoli o con le visioni surreali, ricche di simbolismi e spesso ipnotiche, dopo aver sentito tutto questo, direte assieme a noi che quel Nobel non solo è meritato, ma "cosa diavolo aspettavano a darglielo?".
Dylan ha scritto mille e più canzoni, pubblicato decine e decine di dischi. Raccogliere il senso dei suoi 54 anni di attività in tre ore è impossibile. Abbiamo così diviso in due parti la trasmissione, cominciando con i dischi dei primi anni, dal 1962 alla metà degli anni ’70, quelli della protesta, dell'impegno politico, ma anche del "tradimento" del folk e delle liriche poetiche e visionarie.
La seconda parte invece comprende le opere dal 1974 ad oggi. I testi appaiono subito diversi e anche le sonorità sono diverse, con un importante ritorno alla sua "casa", il blues.
Speriamo, con queste due proposte, di aver incuriosito chi conosce Dylan, ma "tanto non capisco i testi". Ci sono ottimi libri che li propongono e anche alcuni siti internet. Noi pensiamo che lui sia un grande in tutti i sensi e che sia davvero "responsabile" di aver cambiato non solo la musica, ma anche il modo di essere di diverse generazioni di ragazzi e ragazze. Far pensare, indurre a comportamenti, rappresentare il cambiamento non è per tutti, specie in un mondo nel quale sembrano vincere la banalità, il pressapochismo, l'"usa e getta" anche in campo musicale.
Buon ascolto.

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE
 
Bob Dylan
Infinitamente blues del 22 novembre comincia con quella che per la rivista Rolling Stone è la più bella canzone del XX secolo, "Like a rolling stone". Ne abbiamo parlato a lungo nella puntata che abbiamo dedicata al 50° anniversario dell’uscita del disco. Questa è una serata davvero speciale, perché festeggiamo un evento che abbiamo auspicato da sempre, l’assegnazione del Nobel a Bob Dylan. Non ci importa molto delle discussioni se quella di un musicista è o no vera letteratura, ci interessa sottolineare la levatura dell’uomo, la sua enorme influenza nei generi musicali che ha attraversato, la sua presenza simbolo nelle lotte per i diritti civili e contro la guerra.
Dylan ha scritto mille e più canzoni, pubblicato decine e decine di dischi. Raccogliere il senso dei suoi 54 anni di attività in un’ora e mezza è impossibile. Abbiamo così pensato di cominciare con le sue prime opere, pescando nei dischi dei primi anni, dal 1962 alla metà degli anni ’70. Ascoltare le sue canzoni senza capirne il testo è limitativo. Per questo vogliamo accompagnare buona parte della musica in scaletta questa sera con la traduzione dei testi in italiano. Siamo convinti che dopo aver ascoltato le poesie di Bob Dylan, con la forza e l'irruenza del combattente per un mondo migliore, o con la dolcezza dei versi amorevoli o con le visioni surreali, ricche di simbolismi e spesso ipnotiche, dopo aver sentito tutto questo, direte assieme a noi che quel Nobel non solo è meritato, ma "cosa diavolo aspettavano a darglielo?". Buon ascolto.
 
Infinitamente Blues

blues

Black&Blue
Il Jazz a Radio Cooperativa
I nostri artisti
I nostri artisti
Radio Cooperativa
Streaming