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JazzCon queste puntate raccontiamo brevemente la storia del Jazz, rivisitando generi, interpreti, brani. Ogni puntata ha il suo tema: partiamo dall'inizio del '900 fino ai giorni nostri. Il titolo della trasmissione è "Black&Blue" come la canzone di Fats Waller che fa anche, nella versione di Louis Armstrong,  da sigla di apertura al programma. La sigla di chiusura è invece affidata a Charlie Byrd e Stan Getz. Buon ascolto!
Jula De Palma La quattordicesima puntata di Black & Blue, in onda mercoledì 3 maggio alle ore 20,20 offre una panoramica sui cantanti italiani che hanno affrontato il Jazz. La puntata si divide in due parti. Nella prima potrete ascoltare artisti affermati in altri settori, che, tuttavia, durante la loro carriera, hanno dedicato uno spazio più o meno grande al genere. C'è anche da dire che moltissimi dei cantanti che ascoltiamo cantare canzonette si sono formati in band jazzistiche agli inizi dei loro percorsi. In scaletta pezzi da novanta come Nicola Arigliano, Fred Bongusto, Antonella Ruggiero, Gino Paoli, Luigi Tenco (già anche lui ha fatto jazz!), Paolo Conte, Mina, Mia Martini e la divina Jula De Palma, che ci ha fatto davvero un grande torto a ritirarsi così presto, e altri ancora.
La seconda parte del programma propone invece cinque voci femminili che sono, per così dire, "professioniste" del jazz. Sono tutte meravigliose: Lorena Fontana, Greta Panettieri, Simona Molinari, "Nicki" Nicolai e Chiara Civello sono chiamate a rappresentare il movimento del jazz femminile italiano che è ricco e formidabile.
Il programma terminerà con la prossima puntata, una specie di riassunto con 25 brani tra i moltissimi trasmessi nel corso dei precedenti appuntamenti. A chi ci ha seguito un abbraccio di ringraziamento e a risentirci. Silvia e Mario.
Buon ascolto.
 
Voci del JazzAbbiamo terminato la nostra corsa attraverso gli anni che dalla fine dell’800 ci hanno portato ai giorni nostri, inseguendo gli stili, i protagonisti, le mode di quell’universo musicale così affascinante che è il Jazz. Si è trattato di una storia, che potremmo definire per sommi capi e che, ne siamo consapevoli, ha lasciato indietro momenti importanti di questo genere musicale.
Per questo vogliamo proporvi ancora qualche riflessione che porti quegli argomenti in primo piano, per faci perdonare delle dimenticanze.
Questa puntata è dedicata alle voci del jazz. Le abbiamo prese qua e là, alla rinfusa. Unico tratto comune è che sono splendide.
Non stupitevi se mancano alcuni degli splendidi interpreti del genere: sono quelli che abbiamo ascoltatro nel corso delle puntate di questa trasmissione. Con questa puntata vogliamo far capire che anche cantanti ufficialmente appartenenti a generi differenti, non hanno saputo rimanere lontani dalle melodie dei Jazz. Poi ci sono i, per così dire, professionisti, alcuni conosciutissimi, altri meno, ma tutti meravigliosi.
Una puntata sognante, con canzoni da gustare nota per nota. 

Buon ascolto.
 
FusionLa dodicesima puntata di Black and Blue (breve storia del jazz) racconta quello che accade al jazz, quando, negli anni '60, il sopravvento musicale è preso dal rock che comunica messaggi chiari e forti in un periodo socialmente molto difficile. Gli ascoltatori non hanno più voglia di seguire le evoluzioni sempre più astruse dei jazzisti e non comprano più i loro dischi. La scelta delle case discografiche in questa situazione non fa che peggiorare la situazione.
Così non resta che adeguarsi, affiancando al rock il jazz. Nasce così un nuovo genere, il rock-jazz, che fonde le caratteristiche dei due generi. Per questo si parla anche di fusion. La pietra miliare di questa corrente è un disco doppio di Miles Davis, Bitches Brew, del 1970, che sarà imitato da tutti gli artisti seguenti. Tra i tanti possiamo ricordare Frank Zappa e il fondatore dei Weather Report, Wayne Shorter.
In mezzo a tutta questa ricerca di sonorità alternative, emerge la tromba magica di Winton Marsalis, che spara a zero sul jazz d'avanguardia, compresi alcuni mostri sacri come Miles Davis e Chet Baker, cosa che non lo rende certo popolare e simpatico presso i colleghi e i critici. Marsalis recupera melodie che sembravano perdute e che fanno l'occhiolino a stili ormai sepolti come il dixieland della vecchia New Orleans.
La fusione di più stili si moltiplica e nasce il soul-jazz, l'house-jazz, il pop-jazz e così via. Tra i sottogeneri più diffusi anche lo smooth jazz, un modo piuttosto mieloso e romantico di suonare arie rassicuranti e distensive, che trova grandi interpreti in Gato Barbieri, Boney James e, soprattutto, Kenny G. Tra i grandi successi di questo filone ci sono anche le canzoni pop più in voga, rilette e trasformate in chiave smooth. Quelle più gettonate sono i brani dei Beatles, di cui ascoltiamo un esempio con una versione al sassofono di Yesterday.
Buon ascolto.
 
Free jazzL'undicesima puntata di Black & Blue esplora gli anni '60. Si tratta di un periodo nel quale l'intera società subisce profonde trasformazioni. Negli Stati Uniti, e poi in Europa,  i giovani vogliono avere più spazio e più libertà; vogliono smarcarsi dalla monotona vita piena di regole spesso assurde dei loro genitori. Sono spinti da rivendicazioni forti: il rifiuto di guerre che non capiscono, le battaglie per l'integrazione dei popoli senza distinzione di razza. Nelle Università, nelle piazze, si respira la voglia di aggregazione. La musica non può non esserne influenzata. Anche il Jazz cambia ancora una volta, grazie al lavoro di un trombettista nero texano, Ornette Coleman, cjhe apre la strada al Free Jazz, una esaltazione della libertà di suonare, di lasciare agli interpreti la libertà di fare quello che vogliono. I risultati sono contraddittori e agli amanti della musica con tutte le note a posto, la musica che si appoggia su melodie sensate, quel "rumore" proprio non piace. Gli artisti free se ne vanno in Nord Europa a portare, assieme alle loro musiche le storie di segregazione, di un becero razzismo molto lontano dall'essere vinto soprattutto nel Sud degli States.
Poi cambia tutto, un'altra volta ... e non sarà l'ultima in questa decade. (... continua)

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Thelonious MonkDecima puntata di Black&Blue, mercoledì 8 marzo alle 20,20. Siamo negli anni '50 e il Jazz esplora forme nuove a partire dall'esplosione del Cool Jazz, cui danno voce, oltre a  Miles Davis, geniali interpreti come Gerry Mulligan e Chet Baker. Le "contaminazioni" della musica classica (addirittura del barocco) con John Lewis si affiancano al nuovo hard bebop, più duro di quello di Bird e Gillespie, cui da voce Clifford Brown. E poi ci sono altri nomi che nell'evoluzione del Jazz non possono che avere un posto di primissimo piano, come Thelonious Monk, Max Roach, John Coltrane e Charles Mingus. Mentre si avvicina il 1960, ecco apparire Ornette Coleman con il suo Free Jazz, ma questa è un'altra storia, che racconteremo nella prossima puntata, la undicesima, di Black&Blue.
Buon ascolto.
 
Miles DavisNuova puntata, la nona, della storia del Jazz, raccontata in Black & Blue mercoledì 22 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa.
L'esplosione del bebop mette in luce le straordinarie abilità di improvvisazione di alcuni miti del Jazz, come Dizzie Gillespie e Charlie Parker. Ma, nello stesso tempo, quella musica così strana e diversa dalle melodie ballabili di un tempo non piace a molti ascoltatori e, soprattutto, ai gestori delle sale da ballo, che diminuiscono di numero e piano piano si svuotano. Gli stessi boppers si rendono conto che qualcosa deve essere cambiato. Emergono così le grandi cantanti, da Ella Fitzgerald a Sarah Vaughan, e cresce una campagna contro i boppers, condotta da riviste, stazioni radio, impresari, che cercano di riportare in scena "vecchi" jazzisti come Kid Ory o Bunk Johnson.
Piano piano anche il bebop si trasforma, in un genere più raffinato, intellettuale, sicuramente complicato, il Cool Jazz. E' il pianista italo-americano Lennie Tristano a dare il via alla trasformazione. Il cool jazz (cool, freddo, è solo un nome, ma non significa affatto che la musica sia distaccata o arida) conta tra i suoi seguaci grandi nomi come Lee Konitz, Dave Brubeck e Paul Desmond, ai quali si deve la celeberrima "Take five", Woody Herman e la tromba inimitabile di Miles Davis.
 
Charlie Parker e Dizzie Gillespie Nuova puntata, la ottava, della storia del Jazz, raccontata in Black & Blue mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 20,20 sulle frequenze di Radio Cooperativa. Dopo la guerra, mentre in Italia si festeggia la fine di un incubo, tornando a ballare al nuovo ritmo dello swing, cui si adeguano anche molte orchestre e cantanti nostrani, negli States l'evoluzione continua e si affaccia il Be-bop, che punta tutto sulla improvvisazione e soprattutto sulle esibizioni dei solisti. In questo modo la musica, nata per ballare e divertirsi, si trasforma in musica da ascoltare e basta. Dizzie Gillespie e Charlie Parker sono i grandi esecutori del Bop, poi arriva anche Miles Davis. La loro tecnica è straordinaria, ma la gente si lamenta di questa nuova moda; se ne lamentano anche i gestori delle sale da ballo e dei cabaret. Alla fine gli stessi bopper si rendono conto che occorre cambiare qualcosa. Ma questa è un'altra storia, che potremo ascoltare nella successiva puntata di Black & Blue.
 
Glenn MillerMercoledì 25 gennaio 2017 alle ore 20,20, Black & Blue ha presentato la settima puntata di questa breve storia del Jazz. Mentre l'orchestra di Benny Goodman cattura l'attenzione del grande pubblico con il magistrale concerto alla Carnegie Hall nel 1938, in Europa la situazione eveolve sempre più rapidamente verso una guerra lunga, sanguinosa e assurda. Quando a Pearl Harbor i giapponesi lasciano sul terreno 2500 morti americani, anche gli Stati Uniti muovono le loro truppe. E' in questa occasione che molte star del Jazz con le loro orchestre seguono i soldati per portare loro conforto con le proprie esibizioni. L'orchestra di Glenn Miller è tra le più attive, finché l'aereo del geniale bandleader non precipita nella Manica per cause sconosciute. (...)

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Benny GoodmanContinua la cavalcata di Black & Blue attraverso la storia del Jazz. La sesta puntataè così ricca di bella musica che non si sa da dove cominciare.
Il periodo è quello seguente alla grande depressione del 1929, quando la gente ritrova la voglia e anche i denari per ricominciare a divertirsi, ad uscire la sera, ad andare a ballare. E, ovviamente, a comprare i dischi.
Così succedono due cose importanti. (...)

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Billie Holiday La quinta puntata di Black & Blue comincia con la crisi del '29 e le difficoltà per granp arte della popolazione, soprattutto quella nera, di sopravvivere. In questo clima è chiaro che il divertimento (la musica il ballo, ma anche l'acquisto di dischi) diventa l'ultimo dei pensieri. Il mercato discografico crolla, il blues sparisce di scena, assieme alle grandi cantanti che si esibivano nei teatri, ora diventati cinema.
Il Jazz bene o male se la cava. Restano alcune grandi orchestre nelle sale da ballo per i ricchi newyorkesi. Resta il jazz a Kansas City, ultima roccaforte dei gangster. (...)

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Cotton Club La quarta puntata di "Black & Blue (breve storia del jazz)" ci vede ancora a New York negli anni '20. Qui incontriamo personaggi importanti come Sidney Bechet, Bix Beiderbecke, i fratelli Dorsey, gli italianissimi Joe Venuti e Eddie Lang. I loro strumenti, violino e chitarra, sono impareggiabili ed unici per l'epoca. Le black review sono di gran moda e si spostano anche in Europa creando, a Parigi, il mito di Josephine Baker. Cominciano a splendere le stelle di Duke Ellington, Cab Calloway, che si esibiscono al Cotton Club il ritrovo più caro, scic e razzista d'America. E' qui che nasce la "Jungle music" che accompagna scene di neri immersi nella giungla selvaggia o schiavi nelle piantagioni del Sud. Tutti gli avventori sono bianchi, tutti gli artisti sono neri.
Nascono in questo periodo canzoni che fanno parte della storia del genere come Stardust o Stormy weather. Poi, alla fine di ottobre del 1929, tutto viene travolto dal crollo della borsa. Incomincia il periodo più terribile per gli statunitensi. (...)

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