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BluesIl martedì sera alle 22,30, ogni due settimane, siamo in onda (Silvia, Adriano e Mario) in diretta sulle frequenze di Radio Cooperativa con la trasmissione "Infinitamente Blues", serate a tema su questo genere musicale e i suoi molti "cugini".
Musica da filmSono appena stati assegnati gli Oscar 2017. La La Land ha vinto sette premi tra i quali quelli per la migliore colonna sonora e la migliore canzone. Infinitamente blues, nella puntata del  28 febbraio, propone una serata molto particolare. Si tratta di un "giochino", che ognuno può fare ascoltando la trasmissione. Trasmettiamo infatti canzoni e musiche che caratterizzano film famosissimi. Potete controllare la vostra abilità di cinefili cercando di capire, ascoltanto la musica, di quale pellicola si tratta.
Ovviamente non ci sono né vincitori né premi, solo la soddisfazione di misurarsi con se stessi e di passare un'ora e mezza di sano divertimento.
Come sempre la scaletta è di primordine, condita da aneddoti, storie e commenti.
Buon ascolto.
 
San ValentinoAnche "Infinitamente blues" si adegua alla serata di San Valentino e propone, nella puntata del 14 febbraio, una scaletta di quelle che più romantiche e dolci non si può. Una ventata di zucchero sparso sugli ascoltatori. Dalle grandi storie d'amore, come quella di Yoko e John Lennon, a cantanti straordinari (ai quali, del resto, pensiamo di avervi abituato) come Elvis Presley, Dire Straits, Whitney Houston, alle coppie più brave del mondo rappresentate dalle voci straordinarie di Carly Simon e James Taylor. In questa serata grande spazio alle canzoni italiane che hanno fatto sognare molte generazioni: Gino Paoli e Ornella Vanoni, la donna cannone di De Gregori, il duetto Mina-Celentano, la "nostra" Patty Pravo, per chiudere con una nota amara dalla voce fantastica di Amy Winehouse.
Ah sì ... la sigla è di Dean Martin: come poteva essere diversamente? Perché ... That's amore!
Buon ascolto.
 
I grandi riffSerata dedicata interamente ai riff, vale a dire a quelle frasi musicali ripetute che spesso caratterizzano fin da subito una composizione. Probabilmente il termine deriva da “refrain” ed è tipico di tutti i generi musicali, dalla musica classica (pensate ad esempio al bolero di Ravel) al jazz, al rock, dove la protagonista è quasi sempre la chitarra.
Si tratta, insomma, di quelle canzoni che riconosci fin dalle prime note. Sono moltissime: abbiamo scelto quelle che piacciono di più a noi, e speriamo sia lo stesso per voi.
Se cercate “riff” nei testi sacri della musica, viene fatto un esempio da tutti: il brano dei Deep Purple, “Smoke on the water”, ma la scaletta è straordinariamente ricca di grandi personaggi: Rolling Stones e Beatles, Eric Clapton e Alice Cooper, Iron Butterfly e AC/DC, i Van Halen e Roy Orbison e tanti altri ancora.
Buon ascolto.
 
Habaka KayMartedì 17 gennaio una puntata davvero straordinaria di Infinitamente blues a Radio Cooperativa. In studio una grande cantante statunitense, Habaka Kay Foster Jackson, e i suoi bravissimi musicisti Fabio Betto (chitarre), Franceso Mazilli (basso) e Loris Veronesi (percussioni). Oltre a raccontare una storia densa di incontri straordinari (avendo passato l'infanzia praticamente sulle ginocchia del grande B. B. King) abbiamo ascoltato le sue performance in vari generi musicali, dal jazz al gospel (il suo primo grande amore) e, ovviamente, al blues. Un paio di brani eseguiti dal vivo in studio sono da brividi.
Alla sua fantastica bravura musicale va aggiunta una simpatia straripante, che ha fatto sì che quell'ora e mezza sembrasse durare solo pochi minuti.
Grazie Habaka e grazie agli Shakeblues!!!
Buon ascolto.
 
1967Prima puntata del 2017 e, come d'abitudine, torniamo indietro di 50 anni per rivistare l'anno 1967 da un punto di vista musicale. E' un anno importante: i fermenti giovanili, la guerra in Vietnam, la lotta per spedire uomini nello spazio che porta i primi morti, la guerra dei 6 giorni, i colonnelli in Grecia, l'uccisione del Che.
E' un anno formidabile per la musica. Escono i primi lavori dei Pink Floyd e uno degli ultimi dei Beatles (Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band); i Doors incantano con canzoni immortali come The End, dei Rolling Stones basta ricordare Ruby Tuesday e Lady Jane. E poi l'esordio americano di Jimi Hendrix al festival di Monterey, quello in cui, alla fine dell'esibizione, da fuoco alla sua chitarra. Nasce qui il movimento hippy e la summer of love. Purtroppo esce di scena il re del soul, Otis Redding.
Il nostro Adriano, nel 1967, compie dieci anni: oggi è il suo compleanno: auguri e lo ascoltiamo in un vecchio brano di Willie Dixon. Buon ascolto.

 

 
Christmas bluesAnche a Infinitamente blues si festeggia il Natale. Puntata dunque ricca di canzoni natalizie. Oddio ... "natalizie" è un termine forse non del tutto pertinente, perché non dovete aspettarvi canti gregoriani o le solite canzoni natalizie che si sentono ovunque in questi giorni. Abbiamo cercato di costruire una scaletta con brani un tantino controcorrente, un po’ particolari, pescando nei cassetti dove custodiamo i nostri dischi blues, jazz e rock. E così avremo il Santa Claus della porta posteriore interpretato da B. B. King o quello che bacia la mamma sotto il vischio, regalatoci dalla voce di Amy Winehouse e ancora un Natale amaro per i reduci dal fronte (Ry Cooder) e quello dedicato ai cowblys (John Denver) e tante altre canzoni meravigliose con interpreti "di lusso" da Fats Waller a Louis Armstrong, da Bob Dylan a James Brown. Non manca neppure il rock duro degli Iron Maiden, Guns n'Roses, Lynyrd Skynyrd e poi altri grandi cantanti ancora. Buon ascolto.
 
DylanQuesta è la seconda trasmissione sui testi di Bob Dylan, a pochi giorni dalla consegna del Nobel per la letteratura al "menestrello" di Duluth. Il periodo che prendiamo in esame va dalla metà degli anni '70 fino ai giorni nostri. Abbiamo escluso il cosiddetto "periodo religioso" dei primi anni '80, perché sono quelli decisamente meno significativi della sua discografia. I testi appaiono subito diversi da quelli molto politicizzati della prima parte di questa trasmissione e anche le sonorità sono diverse, con un importante ritorno alla sua "casa", il blues. Speriamo, con queste due proposte, di aver incuriosito chi conosce Dylan, ma "tanto non capisco i testi". Ci sono ottimi libri che li propongono e anche alcuni siti internet. Noi pensiamo che lui sia un grande in tutti i sensi e che sia davvero responsabile di aver cambiato non solo la musica, ma anche il modo di pensare di diverse generazioni di ragazzi e ragazze. Far pensare, indurre a comportamenti, rappresentare il cambiamento non è per tutti, specie in un mondo nel quale sembrano vincere la banalità, il pressapochismo, l'"usa e getta" anche in campo musicale.
Buon ascolto.
 
DylanVi presentiamo due serate davvero speciali a "Infinitamente Blues", perché festeggiamo un evento che abbiamo auspicato da sempre, l’assegnazione del Nobel a Bob Dylan. Non ci importa molto delle discussioni se quella di un musicista sia o no vera letteratura, ci interessa sottolineare la levatura dell’uomo, la sua enorme influenza nei generi musicali che ha attraversato, la sua presenza simbolo nelle lotte per i diritti civili e contro la guerra. Ascoltare le sue canzoni senza capirne il testo è limitativo. Per questo vogliamo accompagnare buona parte della musicain scaletta con la traduzione dei testi in italiano. Siamo convinti che dopo aver ascoltato le poesie di Bob Dylan, con la forza e l'irruenza del combattente per un mondo migliore, o con la dolcezza dei versi amorevoli o con le visioni surreali, ricche di simbolismi e spesso ipnotiche, dopo aver sentito tutto questo, direte assieme a noi che quel Nobel non solo è meritato, ma "cosa diavolo aspettavano a darglielo?".
Dylan ha scritto mille e più canzoni, pubblicato decine e decine di dischi. Raccogliere il senso dei suoi 54 anni di attività in tre ore è impossibile. Abbiamo così diviso in due parti la trasmissione, cominciando con i dischi dei primi anni, dal 1962 alla metà degli anni ’70, quelli della protesta, dell'impegno politico, ma anche del "tradimento" del folk e delle liriche poetiche e visionarie.
La seconda parte invece comprende le opere dal 1974 ad oggi. I testi appaiono subito diversi e anche le sonorità sono diverse, con un importante ritorno alla sua "casa", il blues.
Speriamo, con queste due proposte, di aver incuriosito chi conosce Dylan, ma "tanto non capisco i testi". Ci sono ottimi libri che li propongono e anche alcuni siti internet. Noi pensiamo che lui sia un grande in tutti i sensi e che sia davvero "responsabile" di aver cambiato non solo la musica, ma anche il modo di essere di diverse generazioni di ragazzi e ragazze. Far pensare, indurre a comportamenti, rappresentare il cambiamento non è per tutti, specie in un mondo nel quale sembrano vincere la banalità, il pressapochismo, l'"usa e getta" anche in campo musicale.
Buon ascolto.

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE
 
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