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Benny GoodmanContinua la cavalcata di Black & Blue attraverso la storia del Jazz. La sesta puntataè così ricca di bella musica che non si sa da dove cominciare.
Il periodo è quello seguente alla grande depressione del 1929, quando la gente ritrova la voglia e anche i denari per ricominciare a divertirsi, ad uscire la sera, ad andare a ballare. E, ovviamente, a comprare i dischi.
Così succedono due cose importanti. (...)

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1967Prima puntata del 2017 e, come d'abitudine, torniamo indietro di 50 anni per rivistare l'anno 1967 da un punto di vista musicale. E' un anno importante: i fermenti giovanili, la guerra in Vietnam, la lotta per spedire uomini nello spazio che porta i primi morti, la guerra dei 6 giorni, i colonnelli in Grecia, l'uccisione del Che.
E' un anno formidabile per la musica. Escono i primi lavori dei Pink Floyd e uno degli ultimi dei Beatles (Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band); i Doors incantano con canzoni immortali come The End, dei Rolling Stones basta ricordare Ruby Tuesday e Lady Jane. E poi l'esordio americano di Jimi Hendrix al festival di Monterey, quello in cui, alla fine dell'esibizione, da fuoco alla sua chitarra. Nasce qui il movimento hippy e la summer of love. Purtroppo esce di scena il re del soul, Otis Redding.
Il nostro Adriano, nel 1967, compie dieci anni: oggi è il suo compleanno: auguri e lo ascoltiamo in un vecchio brano di Willie Dixon. Buon ascolto.

 

 
Billie Holiday La quinta puntata di Black & Blue comincia con la crisi del '29 e le difficoltà per granp arte della popolazione, soprattutto quella nera, di sopravvivere. In questo clima è chiaro che il divertimento (la musica il ballo, ma anche l'acquisto di dischi) diventa l'ultimo dei pensieri. Il mercato discografico crolla, il blues sparisce di scena, assieme alle grandi cantanti che si esibivano nei teatri, ora diventati cinema.
Il Jazz bene o male se la cava. Restano alcune grandi orchestre nelle sale da ballo per i ricchi newyorkesi. Resta il jazz a Kansas City, ultima roccaforte dei gangster. (...)

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Christmas bluesAnche a Infinitamente blues si festeggia il Natale. Puntata dunque ricca di canzoni natalizie. Oddio ... "natalizie" è un termine forse non del tutto pertinente, perché non dovete aspettarvi canti gregoriani o le solite canzoni natalizie che si sentono ovunque in questi giorni. Abbiamo cercato di costruire una scaletta con brani un tantino controcorrente, un po’ particolari, pescando nei cassetti dove custodiamo i nostri dischi blues, jazz e rock. E così avremo il Santa Claus della porta posteriore interpretato da B. B. King o quello che bacia la mamma sotto il vischio, regalatoci dalla voce di Amy Winehouse e ancora un Natale amaro per i reduci dal fronte (Ry Cooder) e quello dedicato ai cowblys (John Denver) e tante altre canzoni meravigliose con interpreti "di lusso" da Fats Waller a Louis Armstrong, da Bob Dylan a James Brown. Non manca neppure il rock duro degli Iron Maiden, Guns n'Roses, Lynyrd Skynyrd e poi altri grandi cantanti ancora. Buon ascolto.
 
Cotton Club La quarta puntata di "Black & Blue (breve storia del jazz)" ci vede ancora a New York negli anni '20. Qui incontriamo personaggi importanti come Sidney Bechet, Bix Beiderbecke, i fratelli Dorsey, gli italianissimi Joe Venuti e Eddie Lang. I loro strumenti, violino e chitarra, sono impareggiabili ed unici per l'epoca. Le black review sono di gran moda e si spostano anche in Europa creando, a Parigi, il mito di Josephine Baker. Cominciano a splendere le stelle di Duke Ellington, Cab Calloway, che si esibiscono al Cotton Club il ritrovo più caro, scic e razzista d'America. E' qui che nasce la "Jungle music" che accompagna scene di neri immersi nella giungla selvaggia o schiavi nelle piantagioni del Sud. Tutti gli avventori sono bianchi, tutti gli artisti sono neri.
Nascono in questo periodo canzoni che fanno parte della storia del genere come Stardust o Stormy weather. Poi, alla fine di ottobre del 1929, tutto viene travolto dal crollo della borsa. Incomincia il periodo più terribile per gli statunitensi. (...)

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DylanQuesta è la seconda trasmissione sui testi di Bob Dylan, a pochi giorni dalla consegna del Nobel per la letteratura al "menestrello" di Duluth. Il periodo che prendiamo in esame va dalla metà degli anni '70 fino ai giorni nostri. Abbiamo escluso il cosiddetto "periodo religioso" dei primi anni '80, perché sono quelli decisamente meno significativi della sua discografia. I testi appaiono subito diversi da quelli molto politicizzati della prima parte di questa trasmissione e anche le sonorità sono diverse, con un importante ritorno alla sua "casa", il blues. Speriamo, con queste due proposte, di aver incuriosito chi conosce Dylan, ma "tanto non capisco i testi". Ci sono ottimi libri che li propongono e anche alcuni siti internet. Noi pensiamo che lui sia un grande in tutti i sensi e che sia davvero responsabile di aver cambiato non solo la musica, ma anche il modo di pensare di diverse generazioni di ragazzi e ragazze. Far pensare, indurre a comportamenti, rappresentare il cambiamento non è per tutti, specie in un mondo nel quale sembrano vincere la banalità, il pressapochismo, l'"usa e getta" anche in campo musicale.
Buon ascolto.
 
DylanVi presentiamo due serate davvero speciali a "Infinitamente Blues", perché festeggiamo un evento che abbiamo auspicato da sempre, l’assegnazione del Nobel a Bob Dylan. Non ci importa molto delle discussioni se quella di un musicista sia o no vera letteratura, ci interessa sottolineare la levatura dell’uomo, la sua enorme influenza nei generi musicali che ha attraversato, la sua presenza simbolo nelle lotte per i diritti civili e contro la guerra. Ascoltare le sue canzoni senza capirne il testo è limitativo. Per questo vogliamo accompagnare buona parte della musicain scaletta con la traduzione dei testi in italiano. Siamo convinti che dopo aver ascoltato le poesie di Bob Dylan, con la forza e l'irruenza del combattente per un mondo migliore, o con la dolcezza dei versi amorevoli o con le visioni surreali, ricche di simbolismi e spesso ipnotiche, dopo aver sentito tutto questo, direte assieme a noi che quel Nobel non solo è meritato, ma "cosa diavolo aspettavano a darglielo?".
Dylan ha scritto mille e più canzoni, pubblicato decine e decine di dischi. Raccogliere il senso dei suoi 54 anni di attività in tre ore è impossibile. Abbiamo così diviso in due parti la trasmissione, cominciando con i dischi dei primi anni, dal 1962 alla metà degli anni ’70, quelli della protesta, dell'impegno politico, ma anche del "tradimento" del folk e delle liriche poetiche e visionarie.
La seconda parte invece comprende le opere dal 1974 ad oggi. I testi appaiono subito diversi e anche le sonorità sono diverse, con un importante ritorno alla sua "casa", il blues.
Speriamo, con queste due proposte, di aver incuriosito chi conosce Dylan, ma "tanto non capisco i testi". Ci sono ottimi libri che li propongono e anche alcuni siti internet. Noi pensiamo che lui sia un grande in tutti i sensi e che sia davvero "responsabile" di aver cambiato non solo la musica, ma anche il modo di essere di diverse generazioni di ragazzi e ragazze. Far pensare, indurre a comportamenti, rappresentare il cambiamento non è per tutti, specie in un mondo nel quale sembrano vincere la banalità, il pressapochismo, l'"usa e getta" anche in campo musicale.
Buon ascolto.

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE
 
Bob Dylan
Infinitamente blues del 22 novembre comincia con quella che per la rivista Rolling Stone è la più bella canzone del XX secolo, "Like a rolling stone". Ne abbiamo parlato a lungo nella puntata che abbiamo dedicata al 50° anniversario dell’uscita del disco. Questa è una serata davvero speciale, perché festeggiamo un evento che abbiamo auspicato da sempre, l’assegnazione del Nobel a Bob Dylan. Non ci importa molto delle discussioni se quella di un musicista è o no vera letteratura, ci interessa sottolineare la levatura dell’uomo, la sua enorme influenza nei generi musicali che ha attraversato, la sua presenza simbolo nelle lotte per i diritti civili e contro la guerra.
Dylan ha scritto mille e più canzoni, pubblicato decine e decine di dischi. Raccogliere il senso dei suoi 54 anni di attività in un’ora e mezza è impossibile. Abbiamo così pensato di cominciare con le sue prime opere, pescando nei dischi dei primi anni, dal 1962 alla metà degli anni ’70. Ascoltare le sue canzoni senza capirne il testo è limitativo. Per questo vogliamo accompagnare buona parte della musica in scaletta questa sera con la traduzione dei testi in italiano. Siamo convinti che dopo aver ascoltato le poesie di Bob Dylan, con la forza e l'irruenza del combattente per un mondo migliore, o con la dolcezza dei versi amorevoli o con le visioni surreali, ricche di simbolismi e spesso ipnotiche, dopo aver sentito tutto questo, direte assieme a noi che quel Nobel non solo è meritato, ma "cosa diavolo aspettavano a darglielo?". Buon ascolto.
 
Ethel Waters Mentre a Chicago gli sfollati da New Orleans gettano le basi per la nuova musica e splendono le stelle di King Oliver, Jelly Roll Morton, Bix Beiderbecke, Louis Armstrong, a New York la musica che si ascolta è ancora legata al ragtime. Ma la grande mela diventa presto il centro del mondo per la nuova musica per tre motivi fondamentali: commerciale, sociale e musicale.
Commerciale perché qui sono concentrati e lo saranno sempre più nei primi decenni del Novecento, gli Studios, dove si possono registrare dischi. Si tratta di strutture che diventano sempre più indispensabili, mano a mano che il jazz diventa più commerciale.  (...)

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Blues
Una scaletta coi fiocchi di grandi interpreti e di canzoni memorabili, da B. B. King, che apre il programma, a Bob Dylan, che lo chiude. In mezzo Aretha Franklin, Chuck Berry, Mississippi John Hurt, Buddy Guy, Rolling Stones, Cream, Eric Clapton, Patti Smith, Amy Winehouse, Janis Joplin, Pink Floyd, Lightnin Hopkins, Keb'Mo'. Con storie e aneddoti per ogni personaggio o canzone. Buon ascolto.

 
Jazz a Chicago 1925In questa puntata di Black & Blue seguiamo i jazzisti che si spostano da New Orleans verso le grandi città del Nord. In particolare seguiamo quelli che si fermano a Chicago, dove la musica è favorita anche dalla presenza massiccia dei gangster che aprono e gestiscono molti locali dove non solo si beve alcool di contrabbando, ma si può ascoltare anche la buona musica dei jazzisti più importanti del periodo. Accanto a King Oliver, salgono sui palcoscenici artisti importanti come Sidney Bechet, Bix Beiderbecke, Jelly Roll Morton, Jimmy Noone e poi muovono i loro primi passi stelle di uno splendente futuro come Louis Armstrong e Earl Hines. E' anche il periodo delle prime grandi cantanti jazz/blues come Ma' Rainey e, soprattutto, Bessie Smith.
Un'altra puntata da non perdere.
 
Jazz e bordelli a Storyville nel 1910E' difficile dire dove e come sia nato il Jazz. Certo con esso hanno a che fare una serie di fattori. Le musiche portate con sè dagli schiavi nel Sud degli Stati Uniti, ma anche le musiche religiose e i cori che nelle chiese permettevano ai 'negri' di stare assieme e cantare. E poi il ragtime, i canti nei campi di lavoro e nelle prigioni. Tutti contributi che si fondono assieme per dare origine al blues. Questa sì è musica nuova, che non trova riscontro in nessun altro esempio precedente. Ed è la struttura del blues ad essere presente fin dall'inizio anche nel Jazz.

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JazzAbbiamo pensato di raccontare cos'è, come è nato, chi lo ha interpretato, quali influenze ha subito e quali ha offerto alla società nella quale si è evoluto dalla fine dell'800 ad oggi il Jazz. Un racconto della storia di questo straordinario genere musicale in 15 puntate che vanno in onda il mercoledì sera dalle 20,20 per un'ora e mezza. I brani seguono l'ordine cronologico a cominciare da quei generi che c'erano prima del jazz e sono responsabili, in un modo o nell'altro, della sua nascita: il ragtime, la musica delle street band, gli spiritual e, certamente più di ogni altro, il blues. A raccontare questa storia le voci di Silvia e Mario, che conoscete dalla trasmissione "Infinitamente blues". Abbiamo seguito la traccia di un volume storico, "La storia del jazz" di Arrigo Polillo, integrandola con informazioni tratte da altre fonti, cartacee e recuperate dal web.

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Infinitamente Blues

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